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L'inizio del declino. Fénis al tempo di
Bonifacio II e di Aimone II
Aimone prima e suo figlio Bonifacio "il maresciallo"
poi, con i loro lunghissimi feudi che, sommati, durarono di fatto
più di un secolo, segnano sicuramente il culmine della fortuna
economica e politica e anche del prestigio di Fénis.
Dopo la morte di Bonifacio I le fortune del ramo della famiglia
Challant proprietario del castello si riducevano considerevolmente.
Bonifacio II, succeduto al padre nel 1426, reggeva il feudo per
quasi cinquant'anni, fino al 1469. Appare però come figura
di secondo piano, di grandi ambizioni ma di modesto acume politico.
La vita di Bonifacio II appare sconvolta dalle beghe e dalle liti
di famiglia. Oltre all'esplodere della guerra di successione Challant,
deve fare i conti con i continui contrasti che lo contrappongono
ai suoi numerosi figli: tredici documentati tra legittimi e illegittimi.
Quello che sembra aver più amato, Giovanni, primo marito
della famosa Caterina di Challant, sarebbe morto, probabilmente
epilettico, nel 1446; Guglielmo, prima eletto suo successore e poi
diseredato, gli sarebbe nuovamente premorto, nel 1457; il feudo
sarebbe quindi passato all'altro figlio Aimone, secondo di questo
nome, che lo avrebbe gestito fino al 1486.
Alla sua morte senza eredi, feudo e castello sarebbero tornati
nella linea di Guglielmo, al suo primogenito, Umberto, fino al 1513.
Il calo di potenziale dei livelli della famiglia è meticolosamente
registrato nelle mura del castello da una vera e propria sospensione,
praticamente definitiva, dell'attività edilizia primaria.
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