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Storia
La nascita: il Règlement del 1762
Nella nostra valle, il comune amministrativo, così
come lo intendiamo ai giorni nostri, è una istituzione imposta
dalla Casa Savoia nel 1762 con l'applicazione del Règlement
pour l'administration économique du Duché d'Aoste.
Prima di questa data, la gestione del territorio era effettuata
da organismi consorziali, anche se per la comunità di Fénis,
troviamo, già a partire dal 1555, i rappresentanti dei due
ressorts, Barche e La Plaine,
nelle Assemblee dei tre Stati. Il Règlement,
emanato da Carlo Emanuele III, mette in porto una gigantesca e massiccia
opera di uniformizzazione del Ducato d'Aosta agli altri dominî
sabaudi. Con questo regolamento, si stabiliscono i criteri precisi
della formazione dei consigli comunali e le loro competenze. Di
fatto, dunque, l'amministrazione comunale, il cui referente diretto
diventa l'Intendente, viene sottratta alla vigilanza e subordinazione
del Conseil des Commis, così
come è stato per molti secoli. Con la cancellazione poi dal
diritto pubblico di ogni forma consorziale, il comune diviene l'entità
rappresentativa di tutte le comunità e di tutti gli interessi
del territorio: una entità molto più facilmente controllabile
da parte del governo centrale.
Nel Règlement suddetto si fissa quindi che
il consiglio comunale di Fénis, deve essere composto da 9
persone, elette direttamente dalla comunità, tra coloro di
un certo livello come censo, capacità e integrità
morale4. L'eletto più anziano eserciterà per primo
la carica di sindaco, che annualmente passerà al primo consigliere
più anziano. A turno, quindi è previsto che tutti
i consiglieri esercitino tale carica.
Il 24 gennaio 1763, dunque, in ottemperanza al Règlement
économique du Duché d'Aoste Jacques François
Regis, lieutenant et juje de la baronnie
de Fénis convoca l'assemblea generale dei sindics,
communiers et chefs de familles, per procedere all'elezione
del primo consiglio comunale e del segretario, in base all'art.
3 dell'editto suddetto.
La rivoluzione francese
Pur essendo scoppiata nel 1789, di fatto l'eco della
rivoluzione francese arriva nel Ducato d'Aosta soltanto a partire
dal 1792, anno in cui la vicina Savoia venne annessa alla Repubblica
francese. Quest'annessione porta un aumento considerevole del movimento
di truppe attraverso il Ducato d'Aosta, con le relative conseguenze
economiche assai rilevanti. Anche se non è direttamente interessato
alle operazioni di difesa del territorio, come è invece per
i paesi della Valdigne, il comune di Fénis deve comunque
sottomettersi alla fornitura di fieno e derrate per le truppe. Alla
vigilia di Natale del 1798, l'amministrazione municipale di Fénis
riceve l'ordine da parte del governo provvisorio di effettuare la
consigne des danrées, de veiller sur la hausse des
prix e di provvedere immediatamente
alla nomina di un corpo di garde nationale, una milizia locale che
viene organizzata in ogni comune per difendere la rivoluzione, per
la prevenzione di eventuali disordini nel passaggio da un governo
dispotico a uno democratico, disordini che mettono in pericolo les
honnestes citoyens à la violence de ceux qui abusant de la
liberté attentent à la propriété et
aux personnes.
L'anno nuovo, il 1799 inizia con il formale divieto di ascoltare
le false insinuazioni circa i nemici del buon ordine, l'obbligo
ai segretari comunali di pubblicare all'albo tutte le direttive
del governo rivoluzionario e non soltanto qualcuna.
La popolazione di Fénis, così come quelle di altre
comunità della Valle, invero, non è molto entusiasta
del nuovo ordine di cose, ma non mancano, nel suo seno, fedeli con
spirito rivoluzionario che informano immediatamente il governo centrale
di eventuali manchevolezze nei confronti del nuovo ordine di cose.
La rivoluzione però subisce una battuta d'arresto grazie
all'intervento al fianco dei Savoia delle truppe austro-russe che
reinstallano il governo sabaudo nel Ducato d'Aosta.
Il 23 agosto 1800 arriva però di nuovo la rivoluzione nel
Ducato di Aosta e si riprocede all'installazione di un governo rivoluzionario,
in quel di Fénis, da parte del cittadino Jean Baptiste Bertoliatty,
commissario del Governo Piemontese nella Provincia di Aosta.
Dal Congresso di Vienna del
1814 al 1928
Dopo un quindicennio all'insegna della rivoluzione,
in cui le risorse umane e economiche sono spremute al massimo, abbiamo
la reinstallazione dell'ancien régime. Inizia allora immediatamente
il contenzioso tra il parroco e gli amministratori, poiché
durante il periodo rivoluzionario, à cause du relachement
des temps, lamenta il parroco, non sono state pagate da parte dell'amministrazione
le somme dovute alla chiesa.
A partire dalla metà del XIX secolo, il comune deve far fronte
ad un aumento considerevole delle spese. Già dissanguato
dall'affrancamento dei censi, dalla rivoluzione francese, egli deve
occuparsi del miglioramento della viabilità, voluto dal governo
centrale, per favorire lo sviluppo economico del Ducato d'Aosta.
Ma tali spese ricadono inevitabilmente e quasi esclusivamente sulle
magre risorse dell'amministrazione. La popolazione risulta inoltre
afflitta da una serie endemica di epidemie animali ed umane, nonché
di condizioni climatiche decisamente sfavorevoli.
Con la fine del secolo, le condizioni economiche paiono migliorare,
anche se inizia un periodo di emigrazione massiccia della popolazione.
Con lo scoppio della prima guerra mondiale, il consiglio comunale
si trova a dover fronteggiare nuovamente gravi problemi economici,
con l'introduzione di calmieri e del razionamento dei generi di
prima necessità. La situazione risulta essere disastrosa,
almeno fino al 1924, anno in cui si accenna all'orizzonte una pallida
ripresa economica, favorita anche da interventi statali. Ma grosse
nubi appaiono all'orizzonte. Il fascismo sale al potere con la marcia
su Roma e ben presto inizia una decisa riorganizzazione delle amministrazioni.
Il periodo fascista
Il 19 settembre 1927, il podestà di Fénis,
Pieiller Filippo, assistito dal segretario comunale geom. Enrico
Cuaz, tenta invano di opporsi al progetto di accorpamento del comune
di Fénis a quello di Nus. La supplica del podestà
non viene presa alcunchè in considerazione e il 30 dicembre
del 1928, in base al regio Decreto del 27 luglio dello stesso anno,
si procede alla fusione del patrimonio dei comuni di Fénis
e Nus, a partire dall'anno finanziario 1929.
A partire dal 1941 al 1948, risultano mancare tutte le deliberazioni
del podestà di Nus. Vox populi a Fénis pretende che
proprio durante questo periodo si siano verificate le vendite più
consistenti del patrimonio boschivo dell'antico comune di Fénis
con l'installazione di una teleferica in Clavalité per la
discesa del legname.
Il 19 luglio 1946 viene ricostituito il comune di Fénis e
ristabilita in tutta la valle la situazione di prima dell'epoca
fascista. Nel 1957, si procede alla ricognizione straordinaria dei
beni facenti parte del patrimonio di Fénis e un anno dopo,
il 30 gennaio 1958, si nomina una commissione per il riparto patrimoniale
col comune di Nus.
Alla fine di questa parte dedicata al periodo fascista possiamo
sottolineare che la scarsa adesione al regime fascista che si è
manifestata a Fénis, contrariamente a quanto è avvenuto
in molte località limitrofe, dove una parte della popolazione
ha inizialmente aderito con convinzione al nuovo regime, pare sia
da ricercarsi proprio nell'accorpamento imposto al comune di Nus,
di una popolazione con profonde tradizioni di gestione autonomistica.
La fusione obbligata del 1928 non può che essere percepita
dalla popolazione come un'offesa molto grave e una mancanza di rispetto
che certo non può attirare le simpatie verso il nuovo regime.
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