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Il nëce
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Il nëce

Il nëce, nex, o necc nel patois di Fénis, erano buchi scavati nel terreno che servivano per macerare le fibre della canapa.

Il procedimento usato dopo la raccolta era il seguente: il maschio era diviso dalla femmina per separare le qualità della fibra in quanto la femmina era più grezza mentre il maschio produceva fibra più fine e lunga. Le canne venivano sovrapposte a formare delle cataste regolari e messe in ammollo per 12-14 giorni in queste pozze che si trovavano vicino a ruscelli dove era disponibile acqua corrente che serviva a tenere sempre colme le buche. Restando in ammollo la corteccia delle canne marciva e in questo modo consentiva di separare i filamenti tenuti insieme dalla cellulosa.

L'operazione della macerata andava seguita attentamente perché da essa dipendeva il buon esito della produzione del filo: infatti, se non veniva macerata a sufficienza, la fibra non si staccava dalla corteccia, ma se restava a bagno troppo a lungo, anche la fibra marciva e il raccolto veniva dimezzato.

Nella "gramola" avveniva il primo passaggio della lavorazione dei mannelli dopo l'essiccazione in covoni; questo attrezzo serviva per rompere in modo grossolano la corteccia già sfibrata dal macero nei nëce.

 

 

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