|
Eremiti a Saint-Julien
Su questo promontorio, visibile da tutta la Valle centrale, sorgono
due cappelle: la cappella ottagonale di San Grato, situata proprio
in cima all'altura, e quella di San Giuliano che, invece, si erge
poco distante, sulla vallata della Clavalité. Alcuni secoli
or sono, in questo stesso luogo, addossato alla roccia, fu costruito
un eremo proprio in onore di San Giuliano.
Nel 1777, l'eremita Champier Jean-Mathieur de Pierre ebbe il permesso
di eleggere l'edificio a sua dimora. L'eremita, nato a Ollomont
il 12 maggio 1751, rimase orfano quando era ancora molto piccolo
e inizialmente trovò ospitalità presso diverse comunità
religiose, come per esempio i conventi dei Cappuccini di Aosta,
di Friburgo e della Vallée Sainte in Svizzera. Successivamente,
indossò l'abito del terzo ordine di San Francesco e si votò
alla vita eremitica, scelta riconosciutagli mediante una lettera
di Roma datata 14 agosto 1777. Il 15 dicembre dello stesso anno,
il comune di Fénis gli concesse di stabilirsi in cima al
Monte Saint-Julien e gli promise di occuparsi del suo sostentamento:
a tal fine, gli furono devolute le questue della parrocchia di Fénis
e di quella di Ollomont, sua patria. Monsignore de Sales, sottoscrisse
i suddetti permessi mediante lettera datata 18 dicembre 1777. Cinque
anni dopo, nel 1782, l'eremita Champier fece presente al vescovo
che le questue delle due parrocchie non erano sufficienti al suo
sostentamento e pertanto, il vescovo decise di coinvolgere nell'opera
alcune parrocchie comprese tra Nus e Verrès.
L'eremita Champier rimase a Fénis per molto tempo. Negli
ultimi anni della sua vita, si ritirò à Valpelline,
vicino alla sua parrocchia, e si costruì una piccola dimora
da eremita a sinistra della cappella di Notre-Dame des Neiges sur
les Vignettes. Morì prima del 1830.
L'ultimo eremita di San Giuliano (1830-1864) fu Jean-Pantaléon
Lavy: morì il 14 dicembre 1864.
|
 |