|
I pascoli e le praterie delle valli e delle conche
d'alta quota
Al di sopra del limite del bosco o dove questo è
stato tagliato per far posto ai pascoli, si estende la prateria
che alimenta sia il bestiame sia i grandi mammiferi selvatici, di
cui la Clavalitè è ricca.
È presente un tappeto vegetale basso organizzato in un grande
mosaico di popolamenti diversi, spesso singolarmente poco estesi
e variabili in base alle condizioni ambientali locali. Si segnala
innanzitutto un popolamento erbaceo strettamente condizionato dalla
selezione che l'uomo e le mandrie hanno operato in secoli di utilizzo
pastorale.
Oltre i 2600-2700 metri di altitudine, la copertura vegetale diviene
discontinua e inizia l'orizzonte nivale, caratterizzato da una vegetazione
dispersa e sempre più rada verso l'alto, dove si limita ad
occupare piccole nicchie particolarmente riparate, fino a scomparire
del tutto. È una quota insolitamente alta, data l'esposizione
poco favorevole del vallone, ma forse spiegabile con la sua posizione
interna ai massicci montuosi della regione.
La fauna che abita le alte quote della Clavalité
è rappresentata innanzitutto dai due grandi ungulati simbolo
delle nostre Alpi: il Camoscio e lo Stambecco, ospitati in gran
parte all'interno delle due riserve di caccia di Dondena-Clavalité
e di Grand-Avert. Entrambi questi animali vivono in branchi di maschi
e femmine separati. Ma il primo predilige i pascoli e le pietraie
mentre il secondo ama avventurarsi sulle falesie più impervie.
Il loro adattamento alle condizioni più estreme è
straordinario: il cibo è estremamente frugale, il fisico
ha sviluppato una grande capacità di sopportare il freddo
più intenso, la muscolatura e le zampe sono robuste e gli
zoccoli sono adatti ai terreni meno agevoli.
Le vallette nivali, i pendii con arbusti nani e i pascoli d'altitudine
ospitano anche la Pernice bianca che, come la Lepre variabile, in
inverno cambia il colore della sua livrea trasformandola in un candido
manto che la mimetizza e la nasconde alla vista dei predatori. I
pendii e le praterie miste alle pietraie sono anche l'ambiente preferito
dalle marmotte che in gran numero popolano la zona, scavandosi tane
che le ospitano soprattutto per il letargo invernale.
Questi animali vengono predati da uno dei più grandi rapaci
delle nostre montagne, l'Aquila reale, che nidifica nella valle.
Visita le pareti rocciose intorno alla Tersiva anche il Gracchio
corallino, un corvide raro e localizzato che cattura le sue prede
sulle praterie alpine e sui nevai.
|
 |