Scuola ed educazione

La prima scuola di paese della Valle d'Aosta è stata fondata nel 1678, ma la scolarizzazione effettiva della regione è iniziata con l'opera di Monsignor François de Sales, vescovo di Aosta dal 1741 al 1783. Nel 1788, infatti, in Valle d'Aosta c'erano già 188 scuole: un fatto veramente sorprendente se si tiene conto del numero di abitanti di allora.

Nel 1768, anche il Consiglio comunale di Fénis decise di istituire una scuola che istruisse i giovani e che li formasse secondo i principi della religione cristiana, in modo che fossero in grado di amministrare i loro beni temporali.

Il 21 dicembre 1773, dopo cinque anni di trattative, di contratti e di accordi vari, ... si riunirono di loro spontanea volontà nella stalla del luogotenente Regis, nel villaggio di Pommier, in qualità di sindaco e di consiglieri della comunità di Fénis. Con l'appoggio della parrocchia di Fénis, essi fondarono e istituirono due scuole, una nella frazione di Pommier e di Tillier e l'altra nella frazione di Barche: erano due scuole esclusivamente maschili, fondate solo per i ragazzi.

Il parroco Chentre si impegnò a istituire la scuola nella curia e a fornire vitto e alloggio per questo scopo... il maestro della scuola di Barche sarebbe stato eletto di comune accordo dal reverendo parroco e dai consiglieri.

La scuola funzionò regolarmente per lungo tempo, ma durante il periodo delle rivoluzioni il servizio scolastico di Fénis fu piuttosto discontinuo. I documenti dimostrano, tuttavia, che a partire dal 1814 l'amministrazione comunale rinnovò il suo interesse per la questione e si impegnò affinché fosse continuata l'opera iniziata nel 1773.

Qualche anno dopo, l'aumento del numero degli studenti indusse il comune ad aggiungere una classe maschile a Pareyna. Va inoltre precisato che spesso le scuole venivano spostate da un villaggio all'altro, in base alla disponibilità dei locali.

La diffusione dell'istruzione pubblica nel Ducato di Aosta è stata dunque favorita dalla chiesa, mentre le amministrazioni comunali e le parrocchie si occupavano della realizzazione dei progetti ad essa inerenti. Lo Stato non aveva mai affrontato il problema e iniziò a interessarsene solo a partire dal 1859, quando la legge Casati distinse le scuole in urbane e in rurali, nonché in facoltative o in obbligatorie, prevedendo due gradi di istruzione: inferiore (obbligatorio per tutti i bambini) e superiore.

La gestione dell'istruzione spettava ai comuni e quelli più poveri avevano la possibilità di richiedere un sussidio allo Stato. Venne introdotto un titolo di studio anche per gli insegnanti, una sorta di certificato attitudinale: si trattò di un'innovazione importante, poiché fino ad allora il ruolo di insegnante apparteneva ai preti o a persone del villaggio o del paese vicino, più colte di altre. Furono anche stabilite delle specie di retribuzioni. La durata delle scuole obbligatorie fu, infine, fissata a dieci mesi, ma questa decisione provocò il malcontento degli amministratori.

Dal 1874, l'Ufficio dell'Intendenza procedette all'annullamento delle delibere riguardanti sia la nomina di insegnanti privi del certificato attitudinale, sia l'apertura di corsi di grado inferiore per meno di dieci mesi.

Nel corso di questo fine secolo, le spese di gestione dell'istruzione a carico delle finanze comunali continuarono ad aumentare: furono moltiplicate le classi (nel 1888, gli abitanti di Misérègne e di Rovarey ottennero l'istituzione di una scuola nelle due frazioni a causa della loro lontananza dal capoluogo); furono sostenute ingenti spese per imbiancare, modificare e ingrandire le stanze utilizzate per i corsi; i locali furono sostituiti a vantaggio di un'illuminazione migliore e gli scolari, sempre più numerosi, furono provvisti di oggetti utili e indispensabili, come i banchi, le sedie e le lavagne.

Lo Stato sollevò progressivamente il comune dalla gestione della scuola, lasciandogli solamente l'onere finanziario. La legge Orlando del 1904 prolungò l'obbligo scolastico fino a 12 anni, mentre la legge Credaro del 1911 stabilì che solo i comuni più grandi e quelli che avevano saputo gestire al meglio le scuole cosiddette autonome, avrebbero potuto continuare ad occuparsi dell'amministrazione scolastica. Negli altri casi l'amministrazione sarebbe stata affidata direttamente al Consiglio Provinciale Scolastico.

Nel 1915, il Consiglio dell'istruzione sollevò Fénis dall'amministrazione automa delle scuole, affidandone l'incarico al Ministero.

Nel 1921, a causa dell'insostenibile soprannumero di scolari nelle scuole elementari, il consiglio comunale di Fénis chiese l'autorizzazione per l'apertura di una nuova scuola a Barche e a Fagnan, e nel 1922 decise di istituire nel capoluogo anche le classi di V e VI.

La legge Gentile del 1923, apportò notevoli cambiamenti all'istruzione pubblica italiana. Essa, infatti, stabilì il raggruppamento delle scuole al centro del comune per ridurre le spese, ma anche per introdurre ovunque le classi di IV, V e VI, e soprattutto per migliorare le condizioni degli edifici scolastici. Pur essendo estremamente interessanti anche dal punto di vista sanitario, questi cambiamenti sollevarono critiche accese da parte del clero. In passato, a partire dal XVIII secolo, fu proprio il clero, infatti, ad incentivare e a diffondere l'istruzione pubblica in tutti i villaggi e ora, con questa legge, perdeva ogni autorità in merito. Prolungando l'obbligo scolastico a 14 anni, questa legge fece inoltre una distinzione fra scuole ufficiali e non.

La scuola di Fénis fu definita ufficiale e gli insegnanti dovettero così essere nominati sulla base di concorsi regionali per titoli ed esami, mentre al comune spettarono soltanto le incombenze finanziarie.

Con l'ascesa al potere del fascismo, la situazione dell'istruzione mutò ulteriormente, e non soltanto a Fénis. Agli antichi valori della fede, dell'onestà e della famiglia, furono infatti aggiunti quelli di patria, di onore e di sacrificio, e videro la luce truppe di piccoli balilla e di piccole italiane, con i loro fazzoletti al collo, ...

La lingua

Nella scuola valdostana, sviluppatasi verso la fine del XVIII secolo in quasi tutte le frazioni del Ducato di Aosta, si è passati progressivamente dalla condizione di monolinguismo francese a quella di monolinguismo italiano, dopo i cambiamenti imposti durante l'era fascista.
Dal 1861, con l'Unità di'Italia, la sopravvivenza del francese divenne prima difficile, poi impossibile e questo molto prima dell'ascesa al potere del fascismo.
La Giunta di Fénis si è più volte pronunciata a favore della lingua francese, sia appoggiando le iniziative proposte da altri comuni valdostani, sia per promuovere direttamente la conservazione del francese nelle scuole della Valle d'Aosta.
Nel 1896, l'amministrazione aderì alla proposta del Consiglio di Aosta in merito alla redazione di un libro di lettura in lingua francese.
Nel 1910, in seguito alla richiesta del sindaco della città di Aosta che invitava tutti i comuni a opporsi alla limitazione delle libertà valdostane in ambito scolastico, il comune di Fénis formulò una protesta ufficiale allo Stato.

A quei tempi, proprio prima dell'annessione del comune di Fénis a quello di Nus, i bambini di Fénis dovevano recarsi a Nus per frequentare le classi alte, ossia la IV, la V e la VI. Come testimoniano molti abitanti, l'insegnante Blanc, all'insaputa dei suoi superiori, insegnava ancora la lingua francese "perché i suoi alunni erano valdostani, ma dovevano ricordarsi di non dire niente a nessuno!".
Purtroppo i tempi cambiarono rapidamente. Il 22 novembre 1925, la nuova legge sull'istruzione pubblica stabilì che "tutti gli insegnanti elementari sarebbero stati dispensati dall'obbligo dell'insegnamento della lingua francese". Così, nella nostra Valle, moriva la lingua francese!

Gli insegnanti

Quasi tutte le scuole istituite alla fine del XVIII secolo nel Ducato di Aosta erano assoggettate alla direzione o alla supervisione del parroco. Il vescovo inviava costantemente questionari ai parroci per avere informazioni sul numero delle scuole e sul loro funzionamento, tralasciando però gli aspetti didattici. La figura dell'insegnante era spesso rivestita dagli stessi parroci oppure, durante i mesi invernali, si ricorreva a istitutori laici, quasi sempre provenienti dallo stesso paese. Il loro compenso era piuttosto esiguo e quello delle donne era decisamente inferiore a quello degli uomini.
Durante l'anno scolastico 1774/75, i primi maestri di scuola nominati a Fénis, con l'approvazione del parroco, furono Maurice Brunier e il notaio Jacques-François Regis.
Gli insegnanti dovevano essere capaci di mantenere sempre la disciplina, soprattutto perché il livello della classe non era omogeneo: alcuni studenti, infatti, dovevano imparare a leggere, altri invece sapevano già leggere e dovevano imparare a scrivere, altri ancora potevano già avvicinarsi alla matematica. Ovviamente, quando il maestro si occupava per esempio di coloro che dovevano imparare a scrivere, gli altri scolari dovevano restare immobili e in silenzio, poiché si imparava a scrivere solo dopo aver appreso a leggere.
Spesso gli insegnanti facevano fatica a mantenere la disciplina e così ricorrevano alle punizioni: se non erano esagerate, i genitori le accettavano, ma quando diventavano troppo pesanti, i genitori di Fénis non potevano tollerarle. L'amministrazione del comune dovette così allontanare un maestro che, avendo picchiato troppo duramente i suoi allievi, aveva causato delle infermità che impedivano loro di lavorare quando ritornavano a casa.
Un'altra volta, il consiglio comunale di Fénis decise di sospendere dall'attività una maestra che, soffrendo della malattia del sonno, arrivava in ritardo alle lezioni e si addormentava davanti ai suoi rumorosi allievi.

Gli edifici scolastici

I locali destinati alla scuola erano spesso improvvisati: talvolta, il parroco concedeva agli studenti le sale della canonica, dove si tenevano le lezioni di catechismo; altre volte invece, nella maggior parte dei casi, venivano semplicemente affittate delle stanze situate in diverse parti del comune. Dall'istituzione della scuola all'ascesa del fascismo, quindi alla centralizzazione di tutte le classi nel capoluogo, l'amministrazione preferiva, infatti, distribuire i diversi corsi in tutta la parrocchia, per permettere anche ai bambini dei villaggi più lontani di beneficiare dei vantaggi dell'istruzione.
I problemi sorsero nel 1891, quando il sottoprefetto di Aosta, Vallomy, fece notare al sindaco di Fénis che i locali adibiti a classi erano troppo piccoli e che bisognava assolutamente dividere la classe unica delle ragazze: in poche parole, era necessario dotare il comune di quattro nuove aule. L'amministrazione comunale cercò di risolvere il problema riorganizzando la sede del comune, ma l'Ispettore Scolastico non ne fu soddisfatto. In occasione della sua visita del 1894, egli propose infatti nuove soluzioni e suggerì di migliorare le scuole e i locali e di fornire agli studenti oggetti utili e indispensabili.

Nel 1924, la questione degli edifici scolastici riemerse. La scuola era infatti diventata obbligatoria e, di conseguenza, aumentava il numero degli scolari, mentre le disposizioni legislative diventavano sempre più severe. Non si trattava più di riparare le classi: era necessario trovare un nuovo edificio per la scuola. La commissione tecnica e sanitaria di Torino espresse il proprio disaccordo sulla proposta di ristrutturare la vecchia scuola e il podestà di Fénis, Emmanuel Pieiller, incaricò l'ingegnere Stévenin del progetto per la costruzione di una nuova struttura: essa avrebbe dovuto essere composta da sei aule, avrebbe dovuto sorgere nei pressi del palazzo comunale e avrebbe dovuto raggruppare tutte le classi del capoluogo. Il costo di questa nuova costruzione ammontava a 236.000 lire, finanziabili in parte col bilancio comunale e in parte con un prestito.

Il 10 febbraio 1949, venne approvato il Progetto di realizzazione della Scuola di Misérègne, presentato nel 1941. I lavori iniziarono nel 1943, ma fu necessario sospenderli nel mese di agosto dello stesso anno. La scuola, costruita in parte con i finanziamenti della "legge sulla disoccupazione" e in parte grazie a un prestito, fu inaugurata durante l'anno scolastico 1951/52 e durante l'anno scolastico 1956/57, fu inaugurata anche la grande scuola del capoluogo.