La piana

La maggior parte del settore di fondovalle del territorio di Fénis è costituito dal grande conoide che, nel corso dei millenni, il Torrente Clavalité ha edificato depositando, durante il succedersi delle alluvioni, i sedimenti che trasportava dalle montagne delle alte valli. La forma a cono determina una lieve pendenza con circa 200 metri di dislivello dallo sbocco della valle Clavalité alle rive della Dora; ciò tuttavia non ostacola assolutamente le possibilità di utilizzo agricolo di tutto il fondovalle, che è sempre stato minuziosamente coltivato.

La vegetazione della piana può essere distinta in una componente più naturale, quella delle rive dei corsi d'acqua, ed una determinata dall'uomo, quella delle coltivazioni.

Il territorio intensamente sfruttato dal punto di vista agricolo occupa la maggior parte del conoide di Fénis e la prima fascia di versante, che includiamo nella piana dato che è stata tradizionalmente coltivata a vigneto e per questo motivo è in relazione diretta con l'insediamento sottostante.

Il paesaggio coltivato del conoide è disegnato dalle macchie arborate e dalle meurdzère, i cumuli di pietre allineati prevalentemente lungo la linea di massima pendenza al margine dei fondi, prodotti dal secolare lavoro di spietramento dei campi della gente di Fénis. Le macchie sono costituite da alberi di Frassino, Castagno, Ciliegio, Tremolo e Pioppo nero, Nocciolo e, meno frequentemente, Acero montano. Si tratta di antiche coltivazioni arboree gestite a filari che con il tempo sono state quasi del tutto abbandonate e si sono conseguentemente estese formando popolamenti in qualche caso assai vasti.

Il castagno da frutto merita una particolare menzione, dato che Fénis è famosa per la qualità della produzione dei suoi frutti. Questa bella pianta coltivata è diffusa soprattutto vicino ai villaggi, dove fanno mostra di sé alcuni esemplari imponenti. Il Castagno era associato tradizionalmente alla coltura prativa ed utilizzato per l'alimentazione umana, mentre ora lo si ritrova anche nei boschi, ma non è il castagno da frutto ad aver invaso il bosco, è il bosco che è avanzato sulle zone prative all'abbandono!

Gli animali selvatici presenti nella zona della piana sono quelli tipici degli ambienti rurali contornati da macchie boscate quali la Faina, la Donnola, il Tasso e la Volpe tra i Mammiferi e, tra gli Uccelli, il Codirosso spazzacamino, la Ghiandaia, le Cince, il Merlo, i Fringuelli, la Cornacchie e la Poiana tra i Rapaci. Nella campagna alberata è possibile osservare, nella bella stagione, anche l'Upupa, uccello migratore dalla caratteristica cresta rossastra. Una citazione particolare merita la segnalazione del canto di un Assiolo a Septumian nell'estate del 1986. L'ambiente di vita invernale di questo piccolo gufo è l'Africa sahariana e migra nell'Europa meridionale in estate, dove è facilmente reperibile grazie al suo canto notturno molto caratteristico. Più raramente risale verso nord occupando zone a boschetti, frutteti, siepi alternate a prati nei settori più caldi e secchi raggiungendo valli alpine come il Vallese e la Valle d'Aosta, dove è attualmente molto raro.