Il Novecento. I restauri del castello

Il Castello di Fénis

La situazione doveva essere davvero disastrosa ed è documentata da una serie di fotografie conservate negli archivi della Soprintendenza ai Beni artistici del Piemonte. Le prime operazioni erano di vera e propria messa in sicurezza e di sistemazione delle infrastrutture che sarebbero poi state necessarie ai lavori successivi. Nello stesso 1897 si tracciava la nuova strada di accesso al castello da est.

Nel 1898, invece, si alzava un parafulmine su una delle torri. Contemporanei erano i primi interventi urgenti diretti da Bertea: "mura a secco per sostenere la strada, un canale per regolare il deflusso delle acque piovane, la sistemazione dei tetti del grande torrione della cinta esterna, della torre quadrata occidentale, del salone della cappella, della torre colombaia".

Le direttive fissate in queste prime campagne di intervento al castello sarebbero valse di fatto per due decenni, anche quando, partito d'Andrade, ormai vecchio e malato, per Genova, i lavori sarebbero passati sotto la conduzione di Seglie.

La scelta di fondo era quella di piccoli interventi, spesso di fortuna, altamente selezionati in rapporto alle più immediate esigenze di conservazione. Non c'è dubbio che l'opzione era fissata, di fatto imposta, dalle scarse disponibiltà economiche. Gli stanziamenti documentati si aggiravano mediamente nell'ordine delle duemila lire.

Sta di fatto che i lavori comunque procedevano. Dopo aver rifatto tutti i tetti e ripassato le murature pericolanti, mettendo così in sicurezza l'edificio, i tecnici della soprintendenza passavano al rifacimento dei solai, alla realizzazione di nuovi serramenti, al consolidamento delle cinte murarie esterne. Quando il 30 giugno del 1920 queste ultime campagne condotte da Seglie si concludevano il degrado poteva dirsi ormai arrestato e il castello di fatto salvato.

Purtroppo la parsimoniosa correttezza del grande restauro D'Andrade-Bertea-Seglie del 1897-1920 sarebbe poi stata cancellata dalla successiva campagna De Vecchi-Mesturino condotta, dopo D'Andrade, negli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale, per la precisione con inizio nel 1935. A questa fase risale anche il riarredo del castello.
A tutte queste diverse campagne, a partire dal 1897 ovviamente, avrebbe partecipato ancora una volta buona parte della popolazione del comune.

Da qui comincia la storia più recente del castello di Fénis, che è quella, fino ad oggi, di monumento amato e visitato da valdostani e turisti.
Fénis è infatti uno dei monumenti più visitati dell'Italia settentrionale e la sua immagine, assurta a vero e proprio simbolo della Valle d'Aosta feudale e medievale da un lato, del medioevo stesso dall'altro, è tra le più usate e forse anche abusate.